sabato 30 gennaio 2010

Il revisionismo che avanza: via il 25 aprile da piazze e calendari



Gentile Direttore de “La Provincia",
ancora una volta abbiamo bisogno che gentilmente ci conceda un piccolo spazio del suo giornale per poter esprimere le nostre considerazioni ed il nostro punto di vista.
La scorsa settimana il sorriso scorreva nei volti di tutta la nostra organizzazione, nel vedere il sindaco di Torino, Chiamparino, accompagnare un treno pieno di giovani a visitare i luoghi dei campi di concentramento nazisti, per far vedere i posti dove la pazzia, la crudeltà e la sete di potere dell’uomo ha permesso che si consumassero crimini orrendi e aberranti tragedie, il cui solo ricordo ci fa vergognare di essere uomini.
Purtroppo però ci è giunta come una freccia al cuore, la notizia che in un paese dell’Emilia Romagna, Pecorara, simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha sostituito il nome alla piazza 25 Aprile. A Biella, come in altre parti d’Italia, sono stati fatti stampare da alcune società calendari da dare in omaggio ai propri clienti nei quali alla data del 25 Aprile compare il nome del Santo, San Marco, senza aggiunta di Festa Liberazione Nazionale, probabilmente si tratta di refusi di tipografia e non di cattiva volontà. ma in caso contrario questi squallidi tentativi di cancellare la memoria, non ci troveranno mai d’accordo ed indifferenti.
Anche per il rispetto e l’ammirazione che si deve a chi ha dato la vita, o è stato torturato per dare agli altri, (come a noi la libertà di poter scrivere) la possibilità di poter decidere, di poter esprimere il proprio pensiero, di vivere la propria vita riunendoci in gruppi, manifestando pacificamente, lavorando e votando senza discriminazioni di razza e di sesso, ci hanno dato la cosa più bella: la Libertà.
La tanto evocata riconciliazione Nazionale trova così senza dubbio altri ostacoli, ed ancora una volta si allontana.
Questi tentativi beceri, non fanno altro che alimentare ancora una volta la discordia Nazionale, e che, quelli come noi, (non protagonisti di quegli anni tremendi), ma ambiziosi di mantenere viva la storia e che un giorno potranno perdonare, ma non dimenticare, non possono che condannare.
Vada la nostra più ferma condanna ai fatti citati, e all’A.N.P.I e a tutti i parenti delle vittime del nazifascismo, la solidarietà dell’organizzazione “TIPISINISTRI” assicurandoli che non saranno mai soli a difendere il ricordo del martirio dei loro cari.

Vladimiro Celanti e Fabrizio Cavalotti

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