martedì 18 maggio 2010

Comitato Biellese contro la costruzione di centrali nucleari

Si è costituito Lunedì 17 Maggio, presso la sede "Spazio Aperto" a Tollegno, g.c., il Comitato Biellese contro la costruzione di centrali nucleari.
Alla riunione erano presenti oltre trenta persone e alcuni consiglieri comunali e di comunità montana.
Il Comitato è sorto dalla volontà di alcuni biellesi che reputano indispensabile informare la cittadinanza sulla scelta nucleare effettuata dal governo italiano, e sui rischi che la costruzione di centrali nucleari in Piemonte comporterà anche a Biella.
Al Comitato promotore hanno aderito persone di diversa estrazione culturale, sociale e politica.
L’argomento nucleare è stato fino ad ora trattato con molta superficialità e pochi conoscono in modo completo tutti i rischi legati alla costruzione, gestione e morte di una centrale nucleare.
Il Comitato, aperto a chiunque voglia aderire, promuoverà una capillare campagna di informazione partendo dalle esperienze delle vicine realtà di Trino Vercellese e di Saluggia.
Troppe sono le domande senza risposta che sono legate alla scelta di costruire centrali nucleari:
-Qualcuno è in grado di dire come verranno smaltite le scorie nucleari?
-Qualcuno sa quanti sono gli Stati che detengono le scorte di uranio?
-Qualcuno sa quanto costa costruire, gestire e dismettere una centrale nucleare?
-Qualcuno sa perché in America non ci sono privati disposti a costruire centrali nucleari?
-Qualcuno sa quante scorie nucleari sono stoccate in Piemonte?
-Qualcuno sa che la tecnologia che acquisteremo dalla Francia è vecchia?

Tante altre le domande e gli interrogativi legati a questa scelta, contraria alla volontà popolare che si era chiaramente dimostrata attraverso il referendum popolare.
Il Comitato non ritiene corretto che scelte così pesanti passino contro la volontà dei territori interessati.
Inoltre il Comitato promuoverà la conoscenza delle energie alternative che non comportano rischi né per l’ambiente né per l’uomo.
Si promuoverà un dibattito serio, non ideologico.
Il prossimo incontro, presso la sede "Spazio Aperto" a Tollegno, si svolgerà Lunedi 24 Maggio alle 21, e avrà lo scopo di distribuire gli incarichi per lo svolgimento della attività del comitato stesso.
Verranno quindi calendarizzati i primi incontri ai quali parteciperanno relatori estremamente qualificati per illustrare le nostre idee e per rispondere alle domande dei presenti.
Si inizia sicuramente un lavoro per noi molto impegnativo; un nostro dovere civico.
Nei prossimi giorni daremo informazioni sulle modalità di adesione al Comitato fornendo i necessari contatti.

Il coordinatore
Vladimiro Celanti

sabato 8 maggio 2010

Il Partigiano Cespuglio e l'acqua pubblica




La giornata di domenica 11 aprile, seppur piovosa, fredda e cupa, è stata una giornata radiosa. Traspariva dagli occhi del partigiano “Cespuglio”, all’anagrafe Giuseppe Versaldo della 110° brigata Garibaldi distaccamento Curnis, operante in Valle Strona, la gioia di costatare che ci sarà qualcuno che dopo di lui (impegno che verrà meno per l’avanzare delle primavere) si farà carico di ricordare, portando fiori nelle lapidi, i suoi cari compagni di lotta, ”Tripoli”, ”Totò”, ”Cicillo”, ”Gambalunga”, morti sotto i suoi occhi in una imboscata nazifascista a Strona frazione Calvino e a Crevacuore, nel periodo della lotta Partigiana.
Durante il percorso per arrivare in quei luoghi, il racconto commovente dei fatti e all’arrivo a Crevacuore, la constatazione che in 2 cippi le fotografie dei caduti non c’erano più, rabbia e dispiacere ma la promessa di ripristinarle al più presto.
Dopo una visita di solidarietà al presidio degli operai della Cartiera di Crevacuore, in lotta per la chiusura della loro fabbrica, lasciato “Cespuglio” con una stretta di mano e una promessa, durante il ritorno a Biella da Cerreto Castello, imboccando la superstrada, increduli, vediamo impressi nella segnaletica stradale una svastica e altri simboli inneggianti al nazismo. Inutile ribadire il disgusto, l’indignazione e la rabbia che in quei momenti ha invaso le nostre menti e i nostri cuori, pensando al male che quei simboli ricordano al popolo e alla Resistenza Biellese. Ribadiamo che in questi ultimi periodi i segnali siano ormai troppi di un tentativo di ritorno alla mancanza di Democrazia e al Fascismo, vedi per esempio la presentazioni di candidati in due comuni del Biellese, Ailoche e Tavigliano, di individui dichiaratamente nazisti.
Facciamo appello al sig. Sindaco di Cerreto Castello al Presidente della Provincia e al Prefetto, perché si adoperino per la rimozione immediata delle scritte sul citato cartello e in ogni altro posto compaiano, ed ai partiti democratici e antifascisti di alzare la guardia e mobilitarsi uniti, nella giornata del 25 Aprile contro questi beceri tentativi di ripristinare un passato di terrore e vergogna.

Comunicazione: i Tipi Sinistri aderiscono ufficialmente al comitato per l'acqua pubblica, nato per contrastare il crescente pericolo di una privatizzazione del bene più essenziale di tutti, e parteciperà alle iniziative che verranno organizzate dal comitato.


Vladimiro Celanti e Fabrizio Cavalotti

sabato 30 gennaio 2010

Il revisionismo che avanza: via il 25 aprile da piazze e calendari



Gentile Direttore de “La Provincia",
ancora una volta abbiamo bisogno che gentilmente ci conceda un piccolo spazio del suo giornale per poter esprimere le nostre considerazioni ed il nostro punto di vista.
La scorsa settimana il sorriso scorreva nei volti di tutta la nostra organizzazione, nel vedere il sindaco di Torino, Chiamparino, accompagnare un treno pieno di giovani a visitare i luoghi dei campi di concentramento nazisti, per far vedere i posti dove la pazzia, la crudeltà e la sete di potere dell’uomo ha permesso che si consumassero crimini orrendi e aberranti tragedie, il cui solo ricordo ci fa vergognare di essere uomini.
Purtroppo però ci è giunta come una freccia al cuore, la notizia che in un paese dell’Emilia Romagna, Pecorara, simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha sostituito il nome alla piazza 25 Aprile. A Biella, come in altre parti d’Italia, sono stati fatti stampare da alcune società calendari da dare in omaggio ai propri clienti nei quali alla data del 25 Aprile compare il nome del Santo, San Marco, senza aggiunta di Festa Liberazione Nazionale, probabilmente si tratta di refusi di tipografia e non di cattiva volontà. ma in caso contrario questi squallidi tentativi di cancellare la memoria, non ci troveranno mai d’accordo ed indifferenti.
Anche per il rispetto e l’ammirazione che si deve a chi ha dato la vita, o è stato torturato per dare agli altri, (come a noi la libertà di poter scrivere) la possibilità di poter decidere, di poter esprimere il proprio pensiero, di vivere la propria vita riunendoci in gruppi, manifestando pacificamente, lavorando e votando senza discriminazioni di razza e di sesso, ci hanno dato la cosa più bella: la Libertà.
La tanto evocata riconciliazione Nazionale trova così senza dubbio altri ostacoli, ed ancora una volta si allontana.
Questi tentativi beceri, non fanno altro che alimentare ancora una volta la discordia Nazionale, e che, quelli come noi, (non protagonisti di quegli anni tremendi), ma ambiziosi di mantenere viva la storia e che un giorno potranno perdonare, ma non dimenticare, non possono che condannare.
Vada la nostra più ferma condanna ai fatti citati, e all’A.N.P.I e a tutti i parenti delle vittime del nazifascismo, la solidarietà dell’organizzazione “TIPISINISTRI” assicurandoli che non saranno mai soli a difendere il ricordo del martirio dei loro cari.

Vladimiro Celanti e Fabrizio Cavalotti

mercoledì 9 dicembre 2009

18 novembre 2009: si parla di lavoro. Sintesi di Vladimiro Celanti

Prima di tutto vorrei ringraziare la C.G.I.L. nella persona di Livorno Brunello per l’ampia sintesi data in merito alla situazione del tessile e del meccano-tessile Biellese; si evince, dopo la panoramica avuta, che il futuro per il Biellese non potrà essere il tessile, poiché questo settore non solo non sarà in grado di creare nuovi posti di lavoro ma, a crisi finita, vedrà un ulteriore ridimensionamento delle aziende. Questo settore già duramente provato dalla crisi “Tessile” (per eventi dovuti ai mercati emergenti, Cina India ecc.), e ora, sottoposto anche alla crisi economica, ha un altro problema, tutto Biellese, che risiede nelle stesse aziende, in quanto la maggioranza di esse è gestita dalle “famiglie proprietarie“ che, a volte, può essere considerato un limite alla dinamica con cui dovrebbero essere gestite le aziende moderne.
Inoltre i processi avuti in altri settori, con la fusione di diverse realtà produttive in una unica di dimensioni maggiori, ma più competitiva e preparata per vincere le sfide dei mercati, si è verificato nel settore tessile solo in casi sporadici.
Ad aggravare la situazione ci ha pensato anche il Governo ed in particolare il Ministro Gelmini, con il taglio dei finanziamenti necessari per il buon funzionamento dell’“Università degli studi tessili” (unica nel suo genere) e indispensabile per rilanciare l’eccellenza mondiale della produzione Biellese.
La popolazione Biellese non potrà sperare quindi in una ripresa del settore tessile anche a fine crisi economica.
Continuando con la riforma Gelmini e i tagli imposti dal Ministro Tremonti sulla scuola ( 40.000 esuberi all’anno x 3 anni), l’invisibilità momentanea della perdita dei posti di lavoro fissi, (i posti sono stati infatti tagliati ai precari), si farà sentire man mano che ci saranno i pensionamenti e non ci saranno assunzioni, e i lavoratori precari vedranno sempre più allontanare la loro speranza di un lavoro a tempo indeterminato, come ben spiegato dal Prof. Graziano Euro.
Anche in questo settore quindi, posti di lavoro nuovi all’orizzonte non se ne vedono, ma come spiegato, vi saranno diminuzioni di unità. Qui la crisi economica non c’entra, sono scelte politiche a nostro avviso sbagliate in particolare proprio sugli investimenti del sapere.
Uno spiraglio, a detta degli interventi, (dott. Chiappo) si apre forse sulla sanità Biellese, sperando che non ci siano anche sul settore sanitario tagli imposti dal Governo o dalle Regioni.
Più ottimista, se pur in misura minima, potrebbe essere lo sviluppo del turismo con progetti
promossi dalle Comunità Montane (sempre che nel frattempo non vengano abolite) che rendendo appetibili le nostre vallate, potrebbero portare turismo e di conseguenza sviluppo nelle attività indotte.
Un cenno viene dato anche all’agricoltura Biellese, in merito alla produzione dei prodotti tipici, i quali però non potranno dare prospettive di nuovi posti di lavoro.
Tutti concordi che il futuro concreto sarà sulle energie alternative, per le quali i nostri boschi potrebbero avere un ruolo importante (ora in balia dell’anarchia più completa).
Infine, la prospettiva di zona residenziale di convenienza per lavoratori di grandi città come Torino e Milano (visti i tempi di percorrenza delle tangenziali per arrivare sui posti di lavoro, gli affitti proibitivi e la qualità della vita), potrebbero trovare spazio nel Biellese se sostenuti da mezzi di comunicazioni efficienti e veloci.
Le domande che ci poniamo e poniamo ai partiti che hanno rappresentanza nelle istituzioni sono queste:
-A fine cassa integrazione quanti disoccupati ci saranno nel Biellese?
-Quante aziende chiuderanno?
-Che cosa faranno i disoccupati?
-Che lavoro potrebbero fare i Biellesi oltre a quelli della loro tradizione?
-Ci sono progetti (anche lontani dalle nostre tradizioni) finanziati dalla Comunità Europea, dal Governo, dalla Regione attuabili nel nostro Biellese?
-Si possono trovare convenienze per attrarre grosse realtà produttive (e di conseguenza posti di lavoro) nel nostro territorio?
Come semplice organizzazione, rivolgiamo questa lettera aperta ai partiti, invitandoli a scovare tra le pieghe delle leggi, dei finanziamenti, dei rapporti con le istituzioni, nei contatti personali con imprenditori veri, delle soluzioni rapide e sostenibili per la nostra gente ed il nostro territorio.
Aspettiamo risposte.

P.s. Ringrazio Laura Gallo per l'aiuto fornito nella stesura della sintesi

mercoledì 16 settembre 2009

Fascismo, antifascismo e molto altro

Lunedì 14 settembre si è svolta la seconda riunione del nostro gruppo. Purtroppo, per svariati motivi, la partecipazione è stata minore rispetto al primo incontro, ma la discussione è stata comunque molto vivace ed appassionata. Il tema scelto per la serata, da cui si è partiti per la discussione, è - come dice il titolo - "Fascismo e antifascismo: ieri e oggi". Ci si è chiesti se abbia ancora senso, nel 2009, dichiararsi antifascisti, riconoscersi nei valori dell'antifascismo, a livello individuale e, cosa ancor più importante, a livello partitico. La domanda può sembrare retorica e fine a se stessa, ma se pensiamo alla nostra società capiamo che questa domanda è tutt'altro che retorica. I segnali sono diversi e preoccupanti, e si riscontrano a tutti i livelli, dal "popolino" alla politica dei piani alti. Il revisionismo è diventato ormai di moda, ma i segnali più preoccupanti sono più sottili, meno evidenti. La nostra società è impregnata fino al midollo di comportamenti "fascisti", in tutti gli ambiti nella vita di una persona, dal posto di lavoro all'istruzione, dalla sanità all'informazione. Per questo motivo la discussione è scivolata naturalmente dalle manifestazioni più esteriori dell'antifascismo, quali possono essere le celebrazioni partigiane, a temi più attuali, ancorati alla realtà che viviamo tutti i giorni. E' scontato che la partecipazione alle manifestazioni antifasciste sia fondamentale, soprattutto da parte dei partiti. Un vero partito di sinistra ha il dovere morale di dichiararsi pubblicamente antifascista, e non deve esserci la minima titubanza o cedimento, cosa che purtroppo negli ultimi anni è avvenuta. Ma accanto a questa dichiarazione di valori è essenziale combattere il nuovo fascismo: lo sfruttamento e la precarietà sul lavoro, che conduce ad una terribile guerra tra poveri; la xenofobia dilagante, alimentata dalla crisi economica e su cui il populismo della Lega Nord soffia ininterrottamente; una sanità e un'istruzione pubblica ridotte all'osso, con ragazzi sempre più ignoranti e inquadrati e sempre più persone costrette a rivolgersi al privato, finanze permettendo; infine, un'informazione agonizzante, in cui le poche voci dissidenti vengono picconate a colpi di querele, intimidazioni più o meno velate, ma sempre senza sporcarsi le mani. Tutto questo per lasciare posto all'unica verità possibile, la verità del padrone che non ammette critiche, né tantomeno opposizioni. Il dibattito si è dilungato molto sull'importanza dell'informazione, anche alla luce degli eventi degli ultimi giorni. La manovra orchestrata da Berlusconi per mettere a tacere ogni possibile voce dissidente durante l'autocelebrazione andata in onda in prima serata è il segno più inquietante del regime mediatico che vige in Italia. Nessun dissenso, nessuna voce che possa scalfire la verità del capo, per quanto fasulla. Proprio oggi abbiamo avuto un'ulteriore prova dell'enormità della menzogna che quotidianamente l'informazione riversa sugli spettatori: un nostro conoscente, volontario a Onna, ci ha comunicato che le casette inaugurate ieri, martedì 16 settembre, sono senza luce e gas, per cui inutilizzabili. Le chiavi che Berlusconi ha consegnato in gran pompa sono state tutte restituite. Naturalmente nessun telegiornale odierno si è preoccupato di dare questa notizia.
Il problema dell'informazione è perciò cruciale per una sinistra che voglia scalfire lo strapotere berlusconiano. Il dibattito si è dilungato sui metodi utilizzabili, e sulle possibilità concrete che la sinistra possa contrapporsi in maniera organica e compatta alla destra. Si è parlato di comunicazione diretta, di mobilitazione, di tornare insomma ad usare i metodi che la sinistra ha sempre usato, e che fanno parte della sua indole più profonda ed autentica. E' chiaro che il nostro obiettivo più immediato debba essere quello di coinvolgere il maggior numero di persone possibile, e questo richiede l'impegno di ognuno di noi. Un altro obiettivo importante, ma certamente meno alla portata, è quello di far sentire forte la propria voce, ognuno all'interno del partito in cui milita. La classe dirigente politica deve ascoltare i suoi militanti, e i militanti devono essere liberi di decidere l'adeguatezza o meno dei loro rappresentanti. Più siamo, più la nostra voce sarà forte, e la classe dirigente non potrà più fare orecchie di mercante.
La discussione si è protratta oltre la mezzanotte, quando si è stabilito che il prossimo argomento da affrontare sarà il problema del lavoro, un tema su cui la sinistra deve assolutamente ricominciare a parlare e parlarsi. La classe operaia - e soprattutto questa classe operaia, precaria e disorientata - ha un assoluto bisogno di una sinistra che gli parli e che si parli. Il lavoro è la bandiera sotto cui tutta la sinistra deve finalmente riunirsi.

giovedì 16 luglio 2009

13 luglio 2009: prima riunione

Luned' 13 luglio a “CITTADISOTTO” Biella Vernato, la prima assemblea di fondazione di “TIPI SINISTRI”, ha visto la partecipazione di 19 persone con altre 15 assenze giustificate, impegnate in consigli comunali, commissioni, esami universitari, ferie, malattia, ecc.
Notevole è stato il gruppo di Cossato e di Zumaglia, con partecipanti di Biella, Graglia ecc.
Il fatto che è emerso in particolare e da non sottovalutare è la partecipazione di compagni e amici non iscritti a nessun partito, segno di disorientamento e confusione politica.
E’ stata condivisa l’impostazione della relazione introduttiva, con potenziamento dei temi da trattare, e bruciando le tappe si è deciso che non sarà necessario eleggere coordinatori di riferimento ai partiti della sinistra ma di semplici coordinatori eletti in assemblea allargata anche ad indipendenti, segni evidenti di fiducia e di ritrovata unità di base.
Nello sfogo inevitabile dei presenti, ma non essendo all’ordine del giorno della serata, non abbiamo potuto approfondire temi presentati come problemi della sinistra da compagni e amici presenti in assemblea, ma sarà premura dei futuri coordinatori inserirli nelle future riunioni e cioè:

-mancanza di Leader di riferimento nella sinistra;
-cattiva amministrazione del governo Prodi;
-cattiva amministrazione enti locali;
-poca trasparenza su qualche amministratore locale con rapporti clientelari;
-mancanza di contatto con la popolazione;
-poca conoscenza e divulgazione dei problemi reali degli operai;
-poca divulgazione delle cose fatte;
-problemi associati all’immigrazione, al suo sfruttamento e alla corretta informazione delle problematiche inerenti;
-moralità politica, costi, mestiere del politico;
-potenziare la vicinanza con le persone quando si amministrano enti locali;
-unità a patire dalla base.

Chi non è stato presente capirà con certezza che oltre alla relazione, che è stata motivo di confronto, con quest’elenco di problematiche vi è stato un bel dibattito, con tanta voglia di parlare e di esporre le proprie convinzioni.
E’ stato deciso che il giorno delle future riunioni sarà sempre di lunedì, serata priva di importanti appuntamenti televisivi, e che il luogo delle riunioni al momento resterà “CITTADISOTTO” a BIELLA VERNATO.
Sarà nominato nella prossima assemblea un addetto alla gestione del BLOG (si è reso disponibile Luca Giacone, che però era assente alla riunione per motivi di studio) e uno alla comunicazione con i giornali locali (per ora individuato in Cavalotti Fabrizio).
E’ stato deciso di adottare un manifesto prestampato con nostro indirizzo e finalità della nostra organizzazione per comunicazioni veloci a “SPOT“.

Si è deciso di mantenere in essere i due promotori che affiancheranno i futuri coordinatori.

E’ stata decisa la data della prossima riunione che sarà il 14 settembre (lunedì) con il tema: ANTIFASCISMO IERI E OGGI.
E’ stato scelto questo tema facile per la sinistra, servirà per abituarci a dialogare in modo costruttivo, rispettoso, e trovare subito unità d’intenti.
Nella stessa riunione sarà individuato il tema e la data della prossima e così via...
Tutti i compagni e amici che intendono intervenire hanno tutto il tempo per prepararsi, e se vogliono anticiparlo via Mail a tutti gli altri, sarà benvenuto, il tutto inteso a semplificare e rendere facili le riunioni, tenendo fermo il fine che ad ogni riunione deve seguire un documento unitario, da comunicare ai giornali e ai partiti.

E’ stato deciso infine di comunicare ai giornali l’avvenuta nascita.

Come promotori ci è parso di capire che la serata è stata utile, e con l’aiuto di tutti non possiamo che crescere e farci sentire.

Un accenno vada al compagno Silvano Fasan per la passione nell’intervento portato, ha poi consegnato a fine riunione 3 relazioni scritte ai promotori, inerenti ai problemi della crisi, del potere religioso, e della comunicazione, segno di grande passione politica, che speriamo sia imitato da molti.

Qui di seguito è riportata la sintesi della riunione comunicata ai giornali:

Gent. Direttore, ci siamo riusciti, “ la base della sinistra dialoga”

Lunedì 13 luglio sera a “Cittadisotto” Biella Vernato, si è svolta la prima assemblea di “Tipi Sinistri”, nella quale all’unanimità sì è confermata la necessità di esistere, per svolgere quell’attività di stimolo all’unità e la condivisione d’intenti della sinistra.
La serata è stata caratterizzata da molti interventi, liberi,u tili, e costruttivi a dimostrazione della voglia di dialogo che regna in tutta la base della sinistra.
La serata è terminata con accordo unanime del primo appuntamento di lavoro, che si svolgerà il 14 SETTEMBRE, con elezione dei coordinatori, e in cui sarà affrontato il tema “antifascismo ieri e oggi “. L’invito in particolare è rivolto ai giovani studenti e ai loro insegnanti e a quanti si riconoscono nell’antifascismo.
Nota positiva: è stata bocciata la proposta dell’elezione di coordinatori con riferimento ad ogni partito della sinistra, saranno eletti coordinatori nell’assemblea aperta anche ad indipendenti, segni evidenti di fiducia e ritrovata unità.

PROMOTORI: CELANTI VLADIMIRO E FABRIZIO CAVALOTTI.

martedì 30 giugno 2009

NASCITA TIPI SINISTRI

Organizzazione

“Tipi Sinistri” (arrabbiati)

Breve premessa. Come e da chi è nata l’idea di “Tipi Sinistri” ?
(a voce prima riunione)
1) Chi siamo
Siamo un gruppo d’attivisti di base, compagni e amici, che hanno dato
tempo,denaro,fatica e la propria faccia ai partiti d’appartenenza di sinistra e
centrosinistra, delusi e amareggiati ( stufi di perdere per le divisioni ) che si
adoperano per l’unità della sinistra.

2) Pensiamo

Che la ricchezza variopinta delle idee, delle proposte, delle strategie, dei
metodi,degli slogan dei vari partiti della sinistra , abbiano infine portato alla
povertà e non a un tesoro, nei risultati e nella vita di tutti noi.
Pensiamo di dover evidenziare ai nostri dirigenti, che ogni qual volta ci si
prospetti una divisione, di pensare che il bagaglio che hanno sulle spalle
siamo noi con le nostre conquiste, con i nostri sacrifici e che non vogliamo
che questo accada, che ottenere poco e meglio di niente, ma quando ci si
divide si perde, e quando vince la destra si ritorna indietro, e si butta a mare
i sacrifici e le conquiste fatte con dure lotte.
Pensiamo anche che il prestigio personale dei dirigenti non possa e
non debba incidere sulle decisioni collettive, se non si riesce a concludere,
prima della rottura, è meglio lasciare il timone ad altri per far sì che questo
non avvenga.
Pensiamo che in Italia più che altrove, per originalità,protagonismo,voglia di
fare, di evidenziarsi, di apparire, di lottare della nostra gente, ci sia sempre
bisogno di mediazione per non cadere in questa trappola della divisione.

3) Perche’ ci siamo organizzati?

1) Per riportare la politica tra la gente.

2) Per comprendere i bisogni i problemi, i desideri, le preoccupazioni e gli stimoli che

regnano tra le persone.

3) Perché così non c’e futuro.

4) Per stimolare i nostri dirigenti all’unità, in quanto fino ad ora incapaci di percepire
l’importanza che per la base ha, l’unione di forze della sinistra.

5) Perché è fra la gente l’idea che il mestiere del politico renda molto e certe
divisioni sia a dx che a sx ,siano create ad arte per ottenere un posto a migliaia di
euro al mese.

4) Dove siamo e dove vorremmo essere.

Siamo in mezzo alla gente Biellese con i suoi problemi e vorremmo essere clonati in
tutta Italia.

5) Che cosa serve per aderire a “TIPI SINISTRI”?

Serietà,sincerità,onestà, e la voglia di lavorare per l’unità della sinistra, capacità di
interpretare i malesseri della gente a scapito anche delle nostre convinzioni politiche,
riportando la verità, per capire a fondo il disagio e le divisioni.

6) Che cosa non serve?

Essere settari, a questa organizzazione serve unità e compromessi per ottenerla.
Non serve abbandonare il proprio partito, anzi, serve restare e portare al suo interno le idee
d’unità sviluppate in quest’organizzazione.
Non servono soldi o tessere a pagamento, in quanto non vogliamo diventare un altro partito.

7) Che cosa vogliamo essere?

Non Grillini, a cui, però prestiamo attenzione, né Girotondini, che in ogni caso stanno fra la
gente e meritano rispetto,ma vogliamo essere cittadini attivi, che riconoscono ai partiti una
funzione vitale per la democrazia, ma ai partiti chiediamo di poter contare ,essere
ascoltati ,basta lezioni di cattedra imposte dalle federazioni, basta scelte fatte a tavolino e
imposte alla base, vogliamo contare sulle scelte di politiche per i territori e sulle alleanze,
vogliamo contare per costruire alla base e non per distruggere al vertice

8) Che cosa vorremmo cambiare
nel metodo organizzativo dei partiti?

Vogliamo ribaltare il metodo dal basso, abbiamo bisogno di certo, di dirigenti,bravi,
onesti,intelligenti,istruiti,capaci ma determinati dalla passione politica, e non dalla busta paga.
Abbiamo bisogno di tanta democrazia ( anche se leggi attuali in materia d’elezioni non brillano
in questo) all’interno dei nostri partiti questo non deve esistere, non vogliamo più assistere a
nomine pilotate dall’alto,a piattini preconfezionati, perché è questo che allontana la gente dalla
politica e dai partiti.( in particolare i giovani, predisposti a risultati immediati ed alla voglia di
protagonismo). Pensiamo sia questo una delle ragioni che provocano la rassegnazione, toglie la
voglia di fare, a chi vorrebbe dare una mano, lasciando che le cose vadano per il suo destino,
perché si convince di essere impotente. Questo sistema nel tempo ha decimato gran parte delle
sezioni dei partiti nei paesi e ha allontanato i cittadini dalla politica attiva, lasciando alla Lega
terreno fertile al radicamento sul territorio.
A questa situazione non ci stiamo, perché noi esistiamo e vogliamo riprenderci i partiti e la
politica sul territorio.
Vogliamo che i nostri dirigenti vengano nelle sezioni ad ascoltare i problemi territoriali, che li
capiscano ed elaborino delle soluzioni e che ritornino nelle sezioni a spiegare come risolverli,
perché i partiti siamo noi e noi li alimentiamo con il nostro lavoro impegno e passione, pagando
di tasca propria, senza remunerazioni se non quelle morali.
Se sono intelligenti, i nostri dirigenti, con organizzazioni come la nostra, da questo vulcano che
gli sta scoppiando sotto i loro piedi, prenderanno spunti, ci guarderanno con attenzione perché
gli stiamo servendo in un piatto d’argento la realtà e le necessità che viviamo.
In altre parole, l’unità della base serve ad identificare il problema ed il vertice dovrà servire a
risolverlo, se questo non avviene sarà lecita la domanda, allora a che cosa serve?
Vogliamo essere quella puntina da disegno piazzata sul sedile della poltrona comoda, che ogni
tanto si sveglia e punge, per ricordare a chi è seduto che ci siamo, siamo vigili e attenti, e se
diventa scomoda si può anche scendere e far accomodare altri.

9) Come muoverci ed organizzarci?

1) Organizzare un blog con nostra presentazione e comunicazioni.

2) Organizzare gruppo di coordinamento composto d’appartenenti a tutti i partiti ed anche ad
indipendenti.
3) Avere un’anagrafe di tutti per comunicare velocemente tra noi

4) Avere sempre almeno 2 persone con capacità di sintesi alle riunioni
per elaborare in modo unitario i risultati degli argomenti trattati.

5) Comunicare ai giornali ed ai partiti i risultati raggiunti.

6) Calendario degli argomenti da trattare, individuando per ogni
argomento almeno due relatori .
7) Individuare un gg e un luogo ottimale per riunioni.

8) Comunicazione immediata a spot sul territorio.

10) Esempio di problemi da affrontare con finalita’ d’unita’

ANTIFASCISMO, LAVORO DIPENDENTE, STIPENDI CARICHE PUBBLICHE
SFRUTTAMENTO LAVORATORE NELLE COOPERATIVE,
CONFLITTO DI INTERESSI, IMMIGRAZIONE,
CODICE DELLA STRADA MULTE ENTI LOCALI
LEGGE ELETTORALE, EVASIONE FISCALE,
QUALITA’ DELL’INFORMAZIONE, LEGGE SULL’EDITORIA
SPORT E DOPPING, COSTI ASILI ED ESTATE RAGAZZI
PUBBLICO IMPIEGO, TRASPORTI, MUTUI, TURISMO,
COMMERCIO, LAICITA’ DELLO STATO, VIABILITA’, SANITA’ ECC.

Fin qui siamo arrivati noi, ora speriamo in un vostro arricchimento del tutto.

I promotori
Celanti Vladimiro. Fabrizio Cavalotti
Sinistra democratica Partito democratico

PRIMA RIUNIONE ORGANIZZATIVA LUNEDI' 13 LUGLIO ORE 20.30
O.D.G
DISCUSSIONE E ARRICCHIMENTO RELAZIONE INTRODUTTIVA
ELEZIONE COORDINATORI
PROGRAMMA DEI LAVORI PER DOPO LE FERIE

N.B. Il luogo della riunione lo comunicheremo al più presto, venite numerosi.